La pietra agli albori della storia

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La storia delle architetture composte dal materiale lapideo è da ricondurre al fenomeno fisico naturale dell’erosione, alle abilità umane dell’arte dello scavo e alla successiva sovrapposizione dei blocchi lavorati.

Infatti si tratta proprio di uno dei fenomeni naturali più spettacolari che, nel corso dei secoli, ha formato quelle che si definiscono vere e proprie “piramidi d’erosione”, cioè sculture naturali costituite da massi isolati posti anche a decine di metri dal livello del terreno. (Figura 1)

Anche le grotte naturali sono frutto del paziente lavoro dell’acqua di erodere parte della struttura lapidea. Michelangelo, attento selezionatore delle pietre che avrebbero creato i suoi capolavori, definiva che la materia stessa creata dalla natura era già di per sé un’opera d’arte, al quale egli conferiva solo un risalto maggiore.

Una delle maggiori applicazioni della pietra, fin dagli esordi della civiltà umana, è stata quella di costituire un sicuro rifugio attraverso le caverne.

La paziente lavorazione di queste ultime ha permesso il mantenimento della loro struttura e composizione fino ai giorni nostri. Strabilianti esempi di questo processo di lavorazione sono le tombe regali di Petra in Giordania, alcune architetture cristiane copte in Africa (chiese scavate direttamente nella roccia) e di altri siti sparsi per la zona dell’odierno Medio Oriente, dove si trovano i più antichi esempi di lavorazione della roccia. (Figura 2).

L’uso della pietra per scopi abitativi, è databile attorno al 3500 a.C. circa, con le abitazioni a forma circolare dei Narughi in Sardegna che si limitavano a sovrapporre dei grossi blocchi di pietra per riproporre lo schema delle caverne, per garantire una maggiore sicurezza dagli attacchi animali e per una protezione dagli agenti atmosferici.

L’inizio dell’utilizzo della pietra come materiale da costruzione segnò inoltre il passaggio all’ultima fase dell’età della pietra, vale a dire il Neolitico. In questo periodo vengono realizzate le prime opere in pietra pervenute fino ai nostri giorni come: i dolmen, i menhir, gli stone circles e le varie capanne costituite da muratura e pietra informe. (Figura 3)

Sempre nel periodo Neolitico cominciarono ad essere create le prime fortificazioni, che ancora al giorno d’oggi rappresentano le realizzazioni in pietra più spettacolari date le enormi dimensioni dei blocchi utilizzati. Esempi più famosi e importanti di queste ultime sono la Grande Muraglia cinese e le città-fortezza precolombiane arroccate sulle Ande. (Figura 4)

Grazie alla costruzione di queste meravigliose e possenti strutture, basti ricordare anche le piramidi costruite in Egitto dal duro lavoro degli schiavi, la lavorazione della pietra ha notevolmente subito grandi innovazioni fin dall’inizio della storia umana.

Proprio nelle piramidi egizie si riscontra per la prima volta un utilizzo differenziato del materiale lapideo. Qui la parte strutturale che componeva l’involucro esterno e la parte costituente il rivestimento vennero trattati in maniera sensibilmente differente. Inoltre, sono da considerare come notevoli passi in avanti, gli ingegnosi strumenti di squadratura e di regolarizzazione dei blocchi di pietra.

Un esempio di sviluppo della tecnica di lavorazione e levigatura si può osservare ad esempio all’interno della camera mortuaria del faraone Cheope, dove le linee dei conci di granito che vennero posati in opera a secco, grazie alla perfetta simmetria e squadratura, risultano quasi impercettibili. (Figura 5)